L’ oratorio di Natale

L' oratorio di Natale Titolo: L’ oratorio di Natale
Autore: Göran Tunström
Traduttore: F. Ferrari
Editore: Iperborea
Anno edizione: 2016
Pagine: 432 p.
EAN: 9788870910612

Un romanzo NON per tutti, molto intenso quanto pervaso di tristezza. Uno di quei libri in grado di lasciare una traccia profonda nel lettore. Personaggi come Solveig e Sidner sono per molti nella galleria dei personaggi più memorabili della letteratura del Novecento.

«Uno dei più importanti scrittori nordici di sempre.» – Per Olov Enquist

«Uno dei romanzi più belli del secolo scorso.» – Goffredo Fofi

«Un romanzo meraviglioso.» – Washington Post

«Raccontare l’esperienza del sacro non è facile ma Tunström ci è riuscito con terrena sapienza e libera ispirazione.» – Avvenire

Musicista di fama internazionale, Victor Nordensson torna dopo tanti anni a Sunne, la cittadina di provincia svedese dov’è nato, per dirigere l’Oratorio di Natale di Bach con un’orchestra di dilettanti. Se ha accettato l’incarico è per saldare un debito con il passato, per realizzare un sogno sognato prima ancora che lui nascesse, ma soprattutto per ritrovare le sue radici di artista e di uomo. Dove comincia un essere umano, fino a dove risale la sua storia, quali avvenimenti gli hanno «aperto i canali dell’anima», facendo sì che tutte «quelle parole, quei pensieri congelati» che si portava dentro si sono sciolti in musica? È dalla morte di Solveig, cinquant’anni prima, che tutto ha inizio: Solveig è passata sulla terra spargendo attorno a sé gioia, carezze, parole, musica. È lei, la moglie di Aron, l’americana, che ha insegnato a Sunne l’uso di baciarsi alla luce del sole, è lei che ha lanciato il progetto dell’Oratorio di Natale, interrotto alla vigilia dell’esecuzione, dopo dieci anni di prove, dall’incidente che l’ha uccisa. È dall’esperienza di quel lutto, di un dolore totale, che Tunström fa discendere la storia delle tre generazioni dei Nordensson: Aron, Sidner e infine Victor. Una storia che spazia dalla Svezia alla Nuova Zelanda, all’inseguimento di quell’amore e di quella tenerezza che hanno perduto, di quella vita da cui la cortina del dolore li ha separati. «Cattedrali di sogni e di idee», dice Tunström, si nascondono dietro l’apparente banalità della vita, cattedrali che si innalzano verso quella luce e quella speranza che risuonano per tutto il romanzo nella musica di Bach.

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